mercoledì 18 febbraio 2009

VALE A LUGO COME A BRISIGHELLA

Più che le parole parlano i fatti. Poche settimane orsono nelle nostre
strade campeggiava un manifesto con un Obama sorridente affiancato dal motto“Il mondo cambia”.
Beffa del destino, forse qualcosa stà davvero cambiando. L’intento del
nostro partito è dare l’assalto, nell’imminente primavera, al “castello
incantato” che, parlano i fatti, è rimasto “arroccato” sulle sue posizioni,
poco incline ad ascoltare le voci che salgono dalle mura ma anche altezzoso nei rapporti con l’attuale opposizione.
Ma il mondo cambia, ed è questo il mondo, bene o male, da amministrare. Ma sono i fatti a parlare ancora una volta: i castelli incantati fanno la loro bella figura nelle favole e i lughesi gradirebbero molto di più risposte concrete che diano fiducia ai giovani, certezze agli adulti e serenità agli anziani.
Un altro mondo è possibile? Noi crediamo di sì e stiamo lavorando per
questo.

Giovanni Minguzzi
segretario comunale Udc
Lugo, 18 febbraio 2009

martedì 17 febbraio 2009

NOTIZIE DALLA SARDEGNA: Articolo tratto da "Il Tempo.it"

LA RIVINCITA DEI CENTRISTI
L'Udc fa di nuovo l'exploit ma solo se va con il centrodestra

L'Udc vola. Ma solo se va con il centrodestra. Era dalle elezioni regionali del 2004 che il partito di Pier Ferdinando Casini non si avvicinava a quel 10,28% che gli permise di far entrare sette consiglieri nel parlamentino presieduto dall'allora governatore Renato Soru.

Dati che non vennero più ugualiati nè alle elezioni politiche del 2006 dove l'Udc si fermò al 7,8% né tantomeno a quelle dell'anno scorso chiuse al 5,6%. Lo stesso fenomeno si era registrato anche a dicembre alle Regionali in Abruzzo dove il partito di Casini s'era fermato al 5,4% simile al 5,8 delle Politiche di aprile quando pure aveva corso da solo. Con il centrodestra invece aveva toccato nel 2006 il 6,8% e alle Regionali dell'anno prima l'8,4.

Ma quest'anno la storia sembra proprio essersi capovolta: lo Scudocrociato si è presentato al giudizio degli elettori sostenendo il candidato del Pdl, Ugo Cappellacci, e ha fatto l'exploit. Al quartier generale dell'Udc è grande festa. «Un dato così è significativo e riconferma la posizione del partito in Sardegna - commenta il capogruppo regionale, Roberto Capelli -. Il nostro elettorato ha premiato la scelta di alleanza con il Pdl e al contempo gli ha voluto lanciare il messaggio che l'Udc è un alleato determinante per vincere le elezioni».

Ora il problema però rischia di spostarsi necessariamente dall'Isola alla terraferma. Un'altra regione verrà governata da una maggioranza che comprende anche l'Udc mentre, a Roma, il partito siede sui banchi dell'opposizione. E così si prospettano due strade: la prima quella di continuare sulla strada della divisione e la seconda che, invece, potrebbe aprire uno spiraglio di allargamento della maggioranza anche in Parlamento. «Il Pdl dovrebbe riflettere, a livello nazionale, sul voto sardo - continua Capelli -. L'Udc ha fatto una scelta coerente e opportuna e una possibile alleanza anche a Roma mi vedrebbe favorevole. Noi siamo alleati affidabili. Certo, credo sia indispensabile capire che persistono due problemi fondamentali che sgretolano questa opportunità. Il primo è la Lega. Noi non possiamo accettare l'estremizzazione politica. Anche loro sono alleati, ma i loro consensi si limitano al Nord, noi invece lo saremmo in tutta Italia. Il secondo è quello relativo ai nostri valori e alle nostre identità. Non rinunceremo mai alla nostra linea politica ne tantomeno al nostro simbolo. Al tempo stesso sono, però, convinto, e i dati della Sardegna me ne danno atto, che insieme siamo una forza».

Così la partita si rimette tutta nelle mani del premier Berlusconi che di questa campagna elettorale ha voluto essere il protagonista indiscusso. E intanto a Iglesias, proprio l'Udc, è il partito che conquistato la medaglia d'oro delle preferenze degli elettori. «La città era molto provata dalla crisi industriale - commenta Capelli - e Soru non è riuscito a dare risposte convincenti per arginare il problema. Poi proprio lì era candidato il nostro segretario regionale, Giorgio Oppi, che si è rimesso in gioco dopo il voto che l'anno scorso l'ha fatto diventare deputato di opposizione. È stata la vera cartina tornasole».

lunedì 16 febbraio 2009

FOGNANO: il discount delle polemiche!


ARTICOLO TRATTO DA "SETTE SERE" DEL 14-02-09
(CLICCARCI SOPRA PER INGRANDIRE)

mercoledì 11 febbraio 2009

COMUNICATO STAMPA: Morte Eluana Englaro

RIPORTIAMO IL COMUNICATO STAMPA DEL CAPOGRUPPO CONSILIARE LA TUA FAENZA-UDC GILBERTO BUCCI

E’ una triste giornata quella dopo la notizia della morte di Eluana Englaro. Abbiamo vissuto tutti con straordinaria partecipazione la tragedia prima di tutto umana di quella povera ragazza e di tutta la sua famiglia. Una tragedia iniziata 17 anni fa con un incidente stradale che ha ridotto a coma vegetativo una ragazza piena di vita, che tutto voleva fuorché passare i suoi giorni in un letto di ospedale, ma alcune riflessioni vanno fatte oggi pur comprendendo l’umana tragedia ed il dolore di un padre e della sua famiglia che non ce l’ha fatta più.
Eluana Englaro è stata assistita a morire lentamente di fame e di sete in un vuoto del diritto legislativo che il Parlamento, negli ultimi giorni, ha tentato inutilmente di colmare sotto la spinta di diverse posizioni.
Un tentativo finito nel nulla causa l’opposizione del Presidente della Repubblica che non ha voluto controfirmare un decreto d’urgenza che costringesse a riprendere l’alimentazione di Eluana.
Si è sancito pertanto, al di là delle tragedia umane, che un altro uomo, sia pure togato, ha il diritto di decidere della vita e della morte di un essere umano, ma ancora più incomprensibile risulta l’atteggiamento di chi pervicacemente ha voluto rifiutare l’assistenza di istituti religiosi che si erano offerti di assistere per tutta la vita Eluana Englaro. Si è corsi verso la morte rifiutando la carità.
Oggi, sancendo quel principio per estensione, si può ragionevolmente pensare che possano essere soppressi tutti quegli individui che, secondo altri uomini, non hanno speranza di una vita decente, una nuova rupe Tarpea cui gettare gli storpi, i cosiddetti inutili come nelle più barbare delle società e penso ai malati di Alzheimer, penso a tutti coloro che, pur restando aggrappati alla vita, non hanno, ad oggi, speranza di continuarla.
Il principio è inaccettabile perchè nessuno è padrone della vita e della morte, nessuno può arrogarsi il diritto di sopprimere un altro individuo.
Se non si colma rapidamente questo vuoto legislativo, possiamo di fatto pensare che in Italia, per disposizione giudiziaria, è cominciato il periodo dell’eutanasia.
E’ necessario pertanto che il Parlamento produca rapidamente una legge a tutela di chi non si può difendere e che in un paese civile, in mondo civile, in una società civile ha il diritto comunque di esistere, prima della nascita e finché non sopraggiunga la morte senza l’intervento violento.
Dobbiamo combattere una straordinaria battaglia di civiltà per evitare che nasca, secondo il volere degli ambienti radicali, un sistema prepotente e violento che sancisca la prevaricazione di un individuo sull’altro, come se la vita fosse data e tolta in base alla convenienza; sarebbe la peggiore delle barbarie e dell’infamia se una società accettasse ciò.
Spero pertanto che questa pagina orribile si chiuda al più presto con un provvedimento legislativo che sancisca il diritto alla vita.

mercoledì 4 febbraio 2009

PARCO DELLA VENA DEL GESSO: non si placano le critiche


(ARTICOLO TRATTO DA: LA VOCE, DEL 04/02/09)