giovedì 16 luglio 2009

AGRICOLTURA: Annata disastrosa!

Redigere il bilancio di prospettiva di questa annata agraria può risultare esercizio difficile se non si accetta di parlare di un settore martoriato. Delle speculazioni della Grande Distribuzione Organizzata sul prodotto fresco a livello italiano ed europeo ,si è detto molto, ma nessuna delle strutture ortofrutticole ha fatto nulla per impedire che il settore finisse in un cul de sac da cui si potrà uscire con difficoltà immense recuperando una capacità contrattuale oggi inesistente. Oggi però vi è da registrare un ulteriore difficoltà data dall’assenza di qualsiasi intervento da parte del Ministero delle Politiche Agricole, che non ha mosso nulla, neanche il dovuto da tempo. Faenza e le sue strutture i campo ortofrutticolo sono considerate la patria delle pesche e nettarine: oggi se sommiamo la crisi di mercato (i prezzi sono stimati sui 20- 25 cent. al chilo circa il 50%in meno dello scorso anno), al mancato finanziamento del fondo di solidarietà sulle calamità naturali, viene facile il conteggio sul premio intero da pagare sulle polizze assicurative di circa la metà del prezzo al kg., oltre ovviamente al costo di produzione di circa 30-35cent al kg. in base alle varietà lavorando chiaramente in grave perdita.
Questo per il comprensorio faentino ,per migliaia di imprenditori agricoli significa crisi nera,significa il blocco dell’indotto, degli investimenti in generale ed a lungo andare un riverbero pesante sull’economia della città e del comprensorio. In tutto questo troppa gente sta alla finestra a cominciare dal Ministro incapace di fare anche quel poco che avevano fatto i suoi predecessori , se poi sommiamo il mancato finanziamento di Invitalia (già Sviluppo Italia) per il sostegno agli investimenti innovativi e produttivi ed all’economia in generale, possiamo pensare ad periodo di crisi molto lungo.
Le associazioni devono smettere le chiacchiere ed agire senza credere alle fole di un Governo che non mantiene nessuna delle promesse che fa: un Ministro dell’Agricoltura che non tutela il settore può solo dimettersi: al di là dei proclami e dei passaggi televisivi nulla di concreto è stato fatto per il settore agricolo. Non è stato neanche applicato il decreto del 2004 per il riordino delle filiere volto ad impedire l’illecito arricchimento: ad oggi dai 20-25 cent al produttore si passa per la stessa merce agli € 2,50 per il consumatore finale con un ricarico del 1000%!
Nel decreto anticrisi deve esserci un chiaro riferimento al settore agricolo , devono essere applicati provvedimenti già in essere e devono essere trovati fondi per garantire alle imprese agricole in particolar modo quelle votate all’ortofrutticoltura presenti soprattutto sul nostro territorio, una prospettiva minima per chiudere dignitosamente un’annata che si prospetta pessima.



Gilberto Bucci capogruppo LTF-UDC

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