Si avvicina rapidamente la data in cui gli italiani saranno chiamati a pronunciarsi ,attraverso il referendum, su di una basilare riforma del sistema elettorale. Con il quesito referendario infatti si va a chiedere ai cittadini se intendono approvare una modifica del sistema elettorale che renderà possibile ad un partito che riceva ad esempio il 30% dei consensi, di ottenere il 55% dei seggi. Ora occorre inquadrare questa proposta nel quadro vigente. In Italia si è votato alle elezioni politiche con un sistema che prevede liste bloccate, senza preferenze e decise dai partiti, in definitiva un Parlamento di nominati da pochi personaggi delle segreterie ed in alcuni casi sconosciuti agli elettori. Se sommiamo questi elementi appare chiaro il rischio di avere domani un Parlamento di elementi obbedienti ,vincolati da un patto di ferro con le segreterie dei partiti. E’ del tutto evidente l’ulteriore scippo democratico nei confronti degli elettori perché se in democrazia le liste le devono fare i partiti, la scelta dei componenti il Parlamento la devono fare i cittadini elettori con il voto associato alle preferenze. La battaglia dell’UDC per le preferenze alle elezioni europee è stata straordinaria ed ha permesso ai cittadini di formulare appieno le proprie scelte . Risulta assolutamente incomprensibile la scelta, di alcuni partiti che si dicono di sinistra e democratici ,di sostenere uno scippo alla libertà di scelta dei cittadini elettori. Ad oggi è del tutto evidente che l’unica scelta politica seria è quella di NON ANDARE A VOTARE ALLA CONSULTAZIONE REFERENDARIA per evitare il raggiungimento del QUORUM, per invalidare ancora una volta il quesito ed affermare l’abuso dello strumento referendario, per altro utile in altre situazioni. L’appello che mi sento di formulare è verso un astensionismo consapevole al referendum del giugno 2009 per riaffermare la volontà dei cittadini di riprendersi appieno la propria facoltà di scelta democratica.Gilberto Bucci
Capogruppo LTF-UDC


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