martedì 24 marzo 2009

COMUNICATO STAMPA: Gruppo consiliare LA TUA FAENZA-UDC

(RIPORTO IL COMUNICATO STAMPA DI GILBERTO BUCCI)


CI SONO 2 U.D.C.?


Leggo, da un po’ di giorni sulla stampa, uno strano susseguirsi di prese di posizione che vorrebbero portare a spasso per tutto l’arco delle alleanze l’U.D.C. ed i suoi esponenti. Ora credo serva una presa di posizione precisa per chiarire bene la situazione, partendo dalla storia del nostro impegno politico.

Le radici dell’U.D.C. nascono dal CCD e dal CDU negli anni ‘90 in cui, per sfuggire alle spire avvolgenti della sinistra, alcuni democratici cristiani coraggiosi, cominciando da Pier Ferdinando Casini e Rocco Buttiglione a seguire, diedero vita alla nuova posizione di centro in alternativa alla sinistra, pur in una situazione politica bipolare.

Allora subimmo violentissimi attacchi, in alcuni casi anche minacce da parte della sinistra ex democristiana confluita nell’Ulivo, ormai stesa come tappetino ai voleri dei D.S. Poi, dopo alterne vicende, fino alla creazione del partito unico dei Cristiano Democratici dell’U.D.C., la posizione si è decisamente rafforzata pur vivendo una condizione politica votata al bipolarismo.

Il nostro essere alternativi culturalmente e politicamente alla sinistra ha quindi radici profonde e non può essere né negato, né dimenticato. L’alleanza naturale quindi è stata con il centro destra ai cui Governi in più occasioni abbiamo dato contributi significativi in materia di partecipazione, di coesione sociale, di concertazione, in una parola di moderazione. L’ultimo passaggio è stato invece il violento e perdurante attacco del duo Berlusconi-Giovanardi che si erano prefissi di annullare la presenza dell’U.D.C. alle ultime elezioni. L’U.D.C. ha resistito ed oggi è una forza parlamentare di rilievo ed aggrega a sé una parte significativa di quel mondo politico che non ha perso la voglia di ragionare e di spendersi sui problemi senza dover chiedere permesso a nessun capo. Non dobbiamo però dimenticare che le nostre radici culturali ed il nostro modo di essere è profondamente alternativo alla sinistra e, soprattutto in questa regione, dove esiste un “regimetto” che ha realizzato la strategia dell’occupazione della società dall’economia alla cultura, alla scuola, fino alla comunicazione, chi ha veramente a cuore il destino delle città, dei paesi e della società in generale non può stare a sinistra.

Questo “regimetto” che si fonda sul modello gramsciano di occupazione della società di antica fattura comunista oggi è in crisi e, dopo avere abbondantemente digerito e metabolizzato gli ex D.C. di sinistra, tenta appigli ovunque e, pur di continuare la propria azione e la propria opera, oggi prova la stessa operazione con l’U.D.C. Temono di perdere, per cui a Brisighella, dopo vergognosi scandali amministrativi, candidano un trentenne, che fino a poco tempo distributiva volantini per la Lega Nord, a Faenza blandiscono (mi auguro senza successo) addirittura l’ex candidato a Sindaco del centro-destra Vittorio Ghinassi.

Ora è chiaro che la ricerca di sponde politiche ovunque è legittima, ma è altrettanto legittima la decisione presa dagli organi democraticamente eletti e preposti a farlo che ancora, grazie a Dio, vigono all’interno dell’U.D.C. ed ovviamente chi è in minoranza in tal caso deve adeguarsi, senza ricorrere a strane fantasie o percorsi contorti per arrivare ai proprio scopi personali.

Il P.D. si è rivelato, per l’U.D.C., un interlocutore inaffidabile e doppiogiochista, la lealtà è la base per qualsiasi accordo, rimanendo il fatto che nell’U.D.C. ha titolo chi la rappresenta e che ogni rapporto deve basarsi sulla lealtà reciproca, quindi sbaglia sia chi pensa che vi siano due partiti e chi pensa che si possa fare qualsiasi cosa all’interno dell’U.D.C.

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