RIPORTIAMO IL COMUNICATO STAMPA DEL CAPOGRUPPO CONSILIARE LA TUA FAENZA-UDC GILBERTO BUCCI
E’ una triste giornata quella dopo la notizia della morte di Eluana Englaro. Abbiamo vissuto tutti con straordinaria partecipazione la tragedia prima di tutto umana di quella povera ragazza e di tutta la sua famiglia. Una tragedia iniziata 17 anni fa con un incidente stradale che ha ridotto a coma vegetativo una ragazza piena di vita, che tutto voleva fuorché passare i suoi giorni in un letto di ospedale, ma alcune riflessioni vanno fatte oggi pur comprendendo l’umana tragedia ed il dolore di un padre e della sua famiglia che non ce l’ha fatta più.
Eluana Englaro è stata assistita a morire lentamente di fame e di sete in un vuoto del diritto legislativo che il Parlamento, negli ultimi giorni, ha tentato inutilmente di colmare sotto la spinta di diverse posizioni.
Un tentativo finito nel nulla causa l’opposizione del Presidente della Repubblica che non ha voluto controfirmare un decreto d’urgenza che costringesse a riprendere l’alimentazione di Eluana.
Si è sancito pertanto, al di là delle tragedia umane, che un altro uomo, sia pure togato, ha il diritto di decidere della vita e della morte di un essere umano, ma ancora più incomprensibile risulta l’atteggiamento di chi pervicacemente ha voluto rifiutare l’assistenza di istituti religiosi che si erano offerti di assistere per tutta la vita Eluana Englaro. Si è corsi verso la morte rifiutando la carità.
Oggi, sancendo quel principio per estensione, si può ragionevolmente pensare che possano essere soppressi tutti quegli individui che, secondo altri uomini, non hanno speranza di una vita decente, una nuova rupe Tarpea cui gettare gli storpi, i cosiddetti inutili come nelle più barbare delle società e penso ai malati di Alzheimer, penso a tutti coloro che, pur restando aggrappati alla vita, non hanno, ad oggi, speranza di continuarla.
Il principio è inaccettabile perchè nessuno è padrone della vita e della morte, nessuno può arrogarsi il diritto di sopprimere un altro individuo.
Se non si colma rapidamente questo vuoto legislativo, possiamo di fatto pensare che in Italia, per disposizione giudiziaria, è cominciato il periodo dell’eutanasia.
E’ necessario pertanto che il Parlamento produca rapidamente una legge a tutela di chi non si può difendere e che in un paese civile, in mondo civile, in una società civile ha il diritto comunque di esistere, prima della nascita e finché non sopraggiunga la morte senza l’intervento violento.
Dobbiamo combattere una straordinaria battaglia di civiltà per evitare che nasca, secondo il volere degli ambienti radicali, un sistema prepotente e violento che sancisca la prevaricazione di un individuo sull’altro, come se la vita fosse data e tolta in base alla convenienza; sarebbe la peggiore delle barbarie e dell’infamia se una società accettasse ciò.
Spero pertanto che questa pagina orribile si chiuda al più presto con un provvedimento legislativo che sancisca il diritto alla vita.


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