domenica 18 maggio 2008

9 MAGGIO 1978, ALDO MORO

Trenta anni di vita democratica sono passati da quella livida giornata di maggio in cui l’Italia intera fu scossa nelle fondamenta dalla notizia dell’assassinio di Aldo Moro, dopo cinquantaquattro giorni di prigionia seguiti alla strage di via Fani. Avemmo la sensazione allora, anche quelli come me appena agli inizi dell’impegno politico,di essere ad una svolta irreversibile, ad un punto di non ritorno in cui si doveva reagire in ogni modo per salvare la democrazia e la libertà nel nostro paese. Trenta anni dopo possiamo dire che grazie al sacrificio di tanti degli uomini e delle donne delle forze dell’ordine, a magistrati coraggiosi nell’adempiere il proprio dovere ed all’impegno di tanti cittadini, molto di quel devastante pericolo è stato scongiurato ma non eliminato,sopravvive infatti ancora un’area politica marginale che giustifica e sostiene le azioni violente e terroristiche in politica anche in Italia. Chi ha vissuto quel terribile periodo in cui ogni giorno con scientifica precisione veniva ucciso un uomo dello Stato identificato tra i più utili al funzionamento della macchina amministrativa o tra quelli che più servivano in politica alla ricerca di azioni per superare le divisioni,ha ben chiara l’entità del pericolo corso dal nostro paese in quel tempo. L’assassinio del Presidente della Democrazia Cristiana aveva lo scopo di colpire il processo iniziato da Aldo Moro volto a superare divisioni ideologiche molto forti all’epoca ed a responsabilizzare ampi settori della società. Molte illazioni sono state fatte in questi anni per dare una spiegazione ad un delitto così efferato e pianificato nei minimi termini ed al fenomeno terrorismo nel nostro paese,ma i lati ancora oscuri ,le vicende non spiegate sono ancora tali che i tempi non sono ancora maturi per un giudizio definitivo,e condivido in maniera convinta le parole del Presidente Napolitano che invitano alla prudenza sulla esposizione mediatica degli ex terroristi. L’insegnamento rimasto da quegli anni in cui armi in pugno veniva messa a rischio la vita civile e democratica del nostro paese, ci aiuta a comprendere il peso ed valore della libertà e della convivenza civile. Superare il pericolo terrorista fu uno sforzo immane per uno stato assolutamente impreparato a fronteggiarlo, la lotta è costata la vita di decine di uomini e donne dello Stato, l’Italia deve tributare il giusto riconoscimento a coloro che hanno sacrificato se stessi, non fare degli ex terroristi delle star del piccolo schermo o metterli per uno snobismo culturale nei gangli di quello stato che volevano distruggere: è successo pure questo durante il Governo della sinistra!
Gilberto Bucci.

(SOTTO, LA FIGLIA DI ALDO MORO INTERVISTATA DA ADINOLFI)

giovedì 1 maggio 2008

CHIESA DI SAN PIETRO, FOGNANO

INFORMO I CITTADINI CHE NELL'INTERVENTO DI RIFACIMENTO DELLA FACCIATA DELLA CHIESA DI SAN PIETRO A FOGNANO, SONO STATI PREDISPOSTI LAVORI PER L'ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE, IN PARTICOLARE UNA RAMPA CHE CONSENTIRA AI NON DIVERSAMENTE ABILI DI RAGGIUNGERE LA CHIESA. I LAVORI SONO INIZIATI DA QUALCHE SETTIMANA.